07 gennaio 2012

(Battesimo del Signore - B); 8 Gennaio

È apparsa la Grazia di Dio CHE PORTA SALVEZZA


La solennità del Battesimo di Gesù conclude il tempo di Natale. Con essa diventa più evidente che quel Bambino nato a Betlemme è anche il nostro Salvatore.
La venuta al mondo di un figlio, oltre che a suscitare gioia, fomenta sempre aspettative. San Luca parlando del nostro patrono san Giovanni Battista riporta le voci che giravano tra il popolo a proposito del figlio di Zaccaria ed Elisabetta: "Che sarà mai questo bambino?". Ed aggiunge "Davvero la mano del Signore era con lui".
Come abbiamo visto nel giorno dell'Epifania, fin dalla sua infanzia Gesù diffonde attorno a sé luce e grazia soave e attira gli sguardi di coloro che incontra. È però al momento del Battesimo ricevuto sul fiume Giordano che viene confermato pubblicamente come investito di una missione divina.
"Si aprono i cieli", di nuovo, come nella notte santa del Natale e su di Lui discende lo Spirito santo sotto forma di colomba: si ode la voce del Padre che lo dichiara il Figlio amato.
L'attestazione del compiacimento che conclude l'intervento dall'Alto riguarda sia la persona di Gesù in se stessa, in quanto generata in eterno, che il suo prossimo comportamento. Da quel momento è chiaro che qualunque cosa Gesù avrebbe detto e fatto si deve considerare sotto la piena garanzia del Padre. La scena rimane aperta per Lui.
Il successivo discorso da parte del Padre è rimandato al giorno della Trasfigurazione e poi poco prima della Pasqua. Per il resto nel Nuovo Testamento Egli tace, dimostrando coi fatti che la sua vera unica parola è il Verbo eterno, fatto uomo nella persona di Gesù.
Gesù non viene al mondo solo per parlare, ma anche per operare, non solo per insegnare, ma anche per salvare. In questo consiste la sua forza, alla parola seguono le opere ed entrambe non rimangono senza effetto.
Anche Giovanni agiva oltre che predicare, ma sia la voce che i gesti del precursore si rivelano sbiaditi anticipi della redenzione operata dal Signore. Se grande fu l'effetto che produsse la comparsa del Battista, ancora maggiore si rivela l'efficacia della manifestazione adulta della persona di Gesù.
Allargando lo sguardo alla storia del mondo, noi stimiamo l'opera dei grandi personaggi pubblici capaci di cambiare il corso degli eventi, ma un posto sommo nella nostra considerazione lo dobbiamo riservare all'opera di Colui che nelle generazioni seguenti ininterrottamente è stato invocato come l'unico Salvatore.
Anche il termine "salvezza", come quello di "grazia" nell'utilizzo contemporaneo è relegato ad ambiti secondari, in questo caso quelli dello sport o dell'attività da ufficio. Si parla nel primo caso di uno scampato pericolo e nel secondo di una conservazione di dati messi da parte per un recupero successivo.
Altrimenti nella conversazione comune salvarsi si applica al risparmio di tempo, e più raramente danaro, rispetto a qualche fastidio. In realtà la salvezza o comprende tutto ciò che riguardo l'uomo abbracciando il suo destino immortale o è sempre provvisoria e quindi indegna di questo nome.
Purtroppo ai nostri giorni esiste come un timore a dichiararsi salvati in senso religioso, escluse alcune manifestazioni di entusiasmo collettivo che non appartengono alla nostra cultura e tradizione.
Ai tempi di Gesù erano gli imperatori che si attribuivano il titolo di "Salvatore", ossia dell'unica personalità in grado di garantire ordine e prosperità. Essi garantivano la salvezza imponendola dall'esterno attraverso guerre contro i nemici, repressioni del crimine e punizioni secondo la legge e organizzando e garantendo il buon funzionamento dell'apparato statale.
Gesù invece pretende di portare la salvezza all'interno del cuore dell'uomo, là dove nascono malvagità e propositi cattivi. Con Lui nasce veramente l'uomo nuovo, che non è il prodotto di una società bene strutturata, ma il frutto di una conversione interiore, accettata individualmente da chi si propone di convertire prima se stesso e poi migliorare il mondo.
La salvezza nel messaggio cristiano è qualcosa di spirituale non nel senso di un modo diverso di guardare le cose, come certe strategie di consolazione insinuano, né di un livello superiore di coscienza, ma nel senso di azione efficace dello Spirito santo donato al credente da parte di Colui che per primo lo possiede, ossia lo stesso Signore Gesù.
Perciò la salvezza ha a che fare con la vita con le azioni quotidiane, e con i rapporti umani da rinnovare attingendo alla forza al potere benefico di illuminazione mentale e di guarigione morale garantite a chi crede.
Toccato dalla grazia, uno vede dove finora ha sbagliato, si converte e scopre quello che deve da fare e, dopo averla chiesta, riceve la forza di mettere in pratica i suoi propositi di bene.
La salvezza dunque è una trasformazione della persona, istantanea come offerta,  graduale come elaborazione, in ogni caso efficace, cioè capace di provocare una risposta, positiva o negativa che sia.
A noi di lasciarci coinvolgere in questa storia di salvezza che dal presepe arriva alla Pasqua di resurrezione, passando attraverso il battesimo del Signore. Il suo è il modello originale del nostro battesimo personale a cui ritornare spesso per rinnovare la nostra convinta adesione alla sua persona e al dono di grazia.

10:50 Scritto da: danimura65 in Omelie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

I commenti sono chiusi