05 gennaio 2012

(Epifania del Signore - B); 6 Gennaio

È APPARSA la Grazia di Dio che porta salvezza


In questa solennità dell'Epifania consideriamo prima l'apparizione ripetuta della stella e poi quella in sogno. Che non si tratti di una corpo celeste come gli altri lo rivela il suo comportamento. Sorge a oriente e di là raduna i Magi provenienti da diverse nazioni, facendoli incontrare e permettendo loro di proseguire assieme il cammino.
Si sposta da oriente a occidente, cioè in senso inverso rispetto al corso ordinario delle altre stelle. All'arrivo a Gerusalemme della comitiva che scorta scompare, per poi riapparire nel momento decisivo, calandosi esattamente sulla verticale della casa abitata dal Re Bambino.
Straordinari sono anche i suoi effetti, quelli di incoraggiare a muoversi e nel'ultimo tratto di infondere una grandissima gioia. Certamente essa trovò degli animi preparati nei cuori dei sapienti nativi di terre lontane.
Osserviamo che, al contrario delle convinzioni diffuse tra i lettori degli oroscopi, nel caso di questa stella non si parla di un fenomeno celeste capace di condizionare avvenimenti terreni, ma si indica un avvenimento prodottosi sulla terra, la nascita di Gesù da cui dipende un mutamento nelle cose astrali.
Non beneficiando della rivelazione diretta come nel caso del popolo di Israele, nell'interpretazione del segno i Magi si devono appoggiare sulle loro tradizioni, dipendenti forse della profezia pagana di Balaam, raccontata nel libro dei Numeri: "Io lo vedo, ma non ora, io lo contemplo, ma non da vicino: una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele".
La stella sparisce all'ingresso dei Magi in Gerusalemme, lì avrebbero trovato tutte le indicazioni necessarie a continuare il cammino e se l'animo dei dotti, di Erode e del popolo si fosse rivalto favorevole, anche dei validi accompagnatori.
Invece la visita provoca turbamento, come se fosse trapelato qualche segreto che avrebbe dovuto rimanere nascosto, di cui ci era dimenticati e che si sarebbe rivelato pericoloso per gli uditori. I Magi da ricercatori si ritrovano nella condizione dei annunciatori di una buona, ma non gradita, notizia.
Ogni fatto ha bisogno di una interpretazione, in particolare quelli soprannaturali non si spiegano da soli, per questo Dio ha parlato apertamente e in anticipo sul loro accadere. Il senso rivelato però deve essere accolto senza sofisticherie e senza la volontà di piegare i fatti al proprio egoistico tornaconto.
Quando si entra sulla difensiva rispetto all'agire di Dio si rende inefficace la sua volontà di salvezza e ci si preclude la possibilità di aderirvi. La competenza dei capi dei sacerdoti e degli scribi è fuori discussione, e infatti centrano subito la questione: il luogo di nascita del Messia sarebbe stato Betlemme, ma per timore o servilismo essi al Re si trattengono dal concludere la citazione del profeta Michea che qualifica chiaramente come di origine divina il futuro pastore del popolo e Messia: "Le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti.
Essi si adeguano così alla mentalità politica del loro sovrano straniero e dimostrano di condividerla nella ristrettezza delle sue aspettative. Erode, padre di quell'altro Erode che Gesù chiama "la volpe" pensa di servirsi della affidabilità e del fervore dei Magi per soffocare sul nascere un pericolo che solo lui re straniero vede, mentre i suoi sudditi fedeli ebrei non riescono a cogliere l'opportunità che il cielo aveva mandato loro innanzi.
La seconda apparizione della stella dunque è diversa dalla prima che era di annuncio, questa vale di riparazione alle carenze di fede e disponibilità dei diretti interessati nei confronti del messaggio conosciuto.
Pur non venendo meno nella funzione di indicare, gli effetti sono più profondi, toccando gli affetti: ne deriva una grandissima gioia che prepara all'incontro con il bambino e sua madre.
Riflettendo sull'indifferenza degli abitanti di Gerusalemme e sulla circospezione di Erode i Magi comprendono meglio il valore della semplicità della scena, con la benevola accoglienza riservata loro dal bambino preceduta dal benvenuto di Maria e Giuseppe.
Avendo acconsentito alla prima manifestazione della stella e avendo resistito alle lusinghe della corte di Erode al momento di ripartire essi sono gratificati anche di una rivelazione personale da parte di un angelo.
Ai nostri giorni andiamo in cerca di novità, ma non sempre siamo in grado di discernere la loro effettiva portata e il loro riflesso sulla nostra vita. Talvolta perdiamo tempo ad appassionarci di fatti inutili e trascuriamo quello che è decisivo.
A taluni il contenuto del Vangelo sembra superato e rifiutano di perderci tempo sopra. In questo essi assomigliano agli abitanti di Gerusalemme. Così facendo si privano da se stessi dell'incontro personale con Gesù Salvatore.
La mediazione della Chiesa resta indispensabile. Come i Magi trovano risposta dal responso dei capi dei sacerdoti e dagli scribi, così la Scrittura vive e si diffonde attraverso la proclamazione pubblica dai parte dei ministri del Vangelo.
Non è impossibile poi che alcuni potenti nelle loro stanze segrete di comando abbiano ancora oggi la tentazione di sfruttare a loro favore il sentimento religioso dei credenti, perciò ogni intuizione privata va sottoposta al giudizio dei responsabili della Chiesa e purificazione ad opera dello Spirito santo.
Non è stato inutile il viaggio dei Magi, né deludente. Essi ha riportato con loro l'esperienza diretta dell'incontro con il Salvatore. A questo scopo mira ogni segno che il Signore manda, a far sì che si possa entrare in dialogo con Lui, presentando a lui l'omaggio della nostra fede e ricevendo il dono della sua grazia.

10:49 Scritto da: danimura65 in Omelie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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