31 dicembre 2011

(Maria Madre di Dio - B); 1° Gennaio

È apparsa LA GRAZIA DI DIO che porta salvezza


Per il cammino di Avvento e del tempo di Natale la Diocesi aveva proposto come motto una frase che appartiene alla liturgia della notte santa precisamente nella seconda lettura dalla lettera a Tito e cioè: "è apparsa la grazia di Dio". Oggi ci soffermiamo sul locuzione "grazia di Dio".
Nel nostro linguaggio erede dell'uso del mondo antico, grazia è un termine che assume significati diversi a seconda dei contesti in cui viene usato. Per i Greci popolo amante dell'arte e del bello grazia significa avvenenza e amabilità.
Per i Romani, popolo pratico e organizzatore, la grazia è una pratica legale riservata al giudice e decisiva quando sono in gioco le libertà personali.
Sono due aspetti di una stessa realtà, considerata o dal punto di vista individuale e soggettivo, oppure da quello istituzionale e oggettivo.
Gli Ebrei che avevano sperimentato la liberazione dall'Egitto e onoravano la grandezza di Dio nel culto nel loro uso della parola grazia nel loro uso della parola tenevano presente entrambe le accezioni. Nei salmi la grazia sta insieme con misericordia e bontà, ma anche con gloria e potenza.
A partire dall'incarnazione del Figlio di Dio si accentua il carattere gratuito della rivelazione di Dio in opposizione alla pretesa giustizia che arriverebbe dalla pratica irreprensibile della legge. Come scrive san Giovanni nel prologo del suo Vangelo: "la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo".
Semplificando si potrebbe schematizzare la novità portata dall'incarnazione e dalla conseguente redenzione operata da Gesù nel modo seguente. Quando una persona lavora otto ore al giorno e riceve una paga adeguata per il suo impegno, quello è un salario. Quando una persona entra in competizione con un'altra e riceve un trofeo per la sua impresa, quello è un premio. Quando una persona riceve un riconoscimento appropriato per la fedeltà al servizio o per le sue prestazioni, quella è una ricompensa.
Ma quando qualcuno non è in grado di guadagnare un salario, di vincere un premio, non merita alcuna ricompensa e riceve quel dono ugualmente, questa è una ottima illustrazione della benevolenza di Dio, cioè della sua grazia. Certamente occorre non opporre ostacoli all'efficacia dell'azione della grazia di Dio, anzi collaborarvi.
Per quel concerne l'ottava di Natale che si conclude proprio oggi ciò significa che raggiungere il mondo di Dio per l'umanità è stato possibile solo quando Dio stesso ha deciso di entrare nel nostro mondo, facendosi uomo. Nessuno l'ha costretto, ma Egli è intervenuto di sua spontanea volontà, per la sua benevolenza o amore per gli uomini, filantropia, come dice sempre la lettera a Tito.
Il fatto che la discesa del Figlio di Dio in mezzo a noi sia un evento di pura grazia, senza alcun merito da parte nostra non significa che la sua venuta non sia stata desiderata e preparata nel tempo da generazioni e generazioni che prendendo sul serio la parola ascoltata dai profeti si sono orientati in attesa dell'evento.
Tra costoro dobbiamo annoverare al primo posto la Vergine Maria, che seppure ignara della sua missione di futura Madre del Messia, dalla prima età della sua fanciullezza è sempre vissuta in trepida preghiera di intercessione affinché si realizzasse presto la promessa.
"Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili" scrive san Pietro e ciò si è verificato in maniera eccezionale nel caso di Maria. Dall'angelo appena apparso a fargli visita, Maria è chiamata "piena di grazia" e questo è il motivo per cui deve rallegrarsi. In lei c'è pieno accordo tra il dono di Dio e la risposta personale.
In Maria troviamo verificato in grande semplicità quello che in seguito il pensiero della Chiesa avrebbe chiarito e cioè che la grazia non distrugge la natura, la porta al suo compimento.
Come Maria custodiva tutte le cose successe, meditandole nel suo cuore, così noi siamo invitati a custodire la grazia di Dio. Facciamo nostro l'appello del papa Giovanni Paolo II rivolto ai giovani, ma valevole per tutti: "Giovani, siete preoccupati per l’inquinamento dell’aria e il problema dell’ecologia vi sta a cuore. Ma esiste anche un inquinamento delle idee e dei costumi che porta lontano dalla luce della Grazia".
Secondo la dottrina cristiana l'uomo senza la grazia è impossibile che eviti il peccato. D'altra parte ci viene assicurato che tra i cristiani solo coloro che pongono in sé ostacoli alla grazia sono privi di essa.
Spesso siamo troppo poco attenti alle esigenze della vita cristiana perché facciamo poco conto della grazia e non la chiediamo abbastanza.
Stiamo iniziando un nuovo anno. Una frase del Curato d'Ars, portato ad esempio dal Papa un paio di anni fa, ci accompagni nel cammino che intraprendiamo. Diceva il santo parroco: "In un'anima in grazia di Dio è sempre primavera", cioè a chi vive della stessa vita di Dio, rimandendo in pace e amicizia con Lui, è assicurato il vigore spirituale che germoglia in opere di bene e trasmette gioia a chi lo avvicina. È questo anche il mio augurio per il 2012 agli esordi.

10:47 Scritto da: danimura65 in Omelie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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