24 dicembre 2011

Il Dono del Natale

(Natale del Signore - B); 25 Dicembre


Con ragione è stato fatto osservare che la nostra società già da decenni vive il Natale non solo a livelli diversi, ciò è sempre avvenuto, ma anche a strati incoerenti tra loro.  Nel cammino verso lo spirito del Natale qualcuno si ferma a metà senza avvertire disagio per quel che gli manca.
Noi cercheremo stasera, seppure in breve, di arrivare al cuore del Natale cristiano, per poi risalire da esso al Natale esteriore, immettendovi se possibile lo spirito del Figlio di Dio fatto bambino.
Procedendo dall'esterno verso l'interno troviamo anzitutto il Natale delle cose, da regalare, da desiderare o da concedersi. È il carattere all'apparenza più colorato e festoso, quello spettacolare in cui tutti sono felici in un mondo scintillante di possibilità e di felicità a portata di mano.
Esiste poi il Natale delle date, con il 25 di Dicembre a fare da divisorio tra il periodo lavorativo e quello delle feste che con esso inizia. Sotto questo aspetto è a partire da oggi che diventano validi gli auguri di "Buone Feste".
Per i bambini che venga Natale è garanzia di vacanze scolastiche e di un maggior calore dentro le mura domestiche, con gli ultimi regali e la presenza dei familiari che si fa più stretta e prolungata. Succede così che per alcuni, soprattutto tra gli adulti, Natale diventa un appuntamento in scadenza, da rispettare certo, ma presto dimenticato.
Conosciamo il Natale degli incontri in cui si rinfrescano parentele e amicizie, si intraprendono viaggi anche lunghi per andare a trovare persone che non si vedevano da tempo o in ogni caso ci si fanno gli auguri per telefono informandosi sullo stato di salute e sulle ultime novità della cerchia allargata delle proprie conoscenze.
All'interno di questo Natale curato nelle relazioni sociali troviamo il Natale degli affetti confidenziali, lontano dalle inquietudini del mondo esterno concentrati sul piccolo mondo della famiglia e delle persone veramente importanti, per recuperare rapporti ed equilibrio interiore.
È il Natale delle soste, in cui ci si prepara a stendere un bilancio di fine anno, mettendo sulla bilancia i guadagni e le perdite che può diventare l'occasione dove rinasce la speranza e ci si mette in ascolto di una parola che riscaldi il presente e illumini il futuro.
Dentro il Natale animato la gente cerca l'anima del Natale, dentro il Natale delle luci e delle voci la Luce e la Voce del Natale.
Anche oltre duemila anni fa Gesù nel suo Natale di si trovò implicato in vari livelli di manifestazioni di affetti e interessi. Dentro lo scenario agreste della campagna palestinese dell'epoca l'evangelista san Luca colloca il Natale degli angeli che dal cielo canto gloria e pace e della cometa che diffonde il suo chiarore sulla capanna.
"Nel quieto silenzio che avvolgeva ogni cosa, mentre la notte giungeva a metà del suo corso, il tuo Verbo onnipotente, o Signore, è sceso dal cielo, dal trono regale" ci fa pregare la liturgia di questi giorni e un canto tradizionale aggiunge: "Fermarono i cieli la loro armonia, cantando Maria la nanna a Gesù…".
Nella sosta del mondo incantato viene al mondo il Figlio di Dio accolto dall'amore di Maria e dalla fede di Giuseppe. È una famiglia che quella che si è mossa da Nazaret a Betlemme e nella precarietà della sistemazione non mancano al bambino il calore della Madre e la fede del di lui sposo.
Si aggiunge subito la visita dei pastori venuti a rendere omaggio al Salvatore e in seguito l'ossequio dei Magi. Nonostante il rifiuto patito alle porte della città anche per Gesù il Natale fu occasione di incontri, conversazioni e scambi di felicitazioni e rallegramenti.
Il viaggio di Giuseppe in quanto discendente di Davide per il censimento di Cesare Augusto e la notizia che per lo straordinario afflusso di gente a Betlemme per la giovane madre e il suo bambino ci suggerisce il Natale delle date e delle scadenze, vissuto da Gesù in ottemperanza agli editti imperiali e in adempimento delle antiche profezie.
È la pienezza del tempo che si compie nel Natale, quando Dio manda "il suo Figlio, nato da donna nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la Legge". Il bambino Gesù porta in dono se stesso e lo fa in maniera permanente in quanto Emmanuele.
I primi commentatori del Natale parlavano addirittura di un mirale commercio, di uno scambio straordinario tra la grazia di Dio portata in dono all'umanità dal bambino Gesù e la tenerezza infantile donata al Figlio di Dio da Maria, sua Madre terrena.
I vari livelli del nostro Natale dunque non sono estranei al Natale del Signore. Offriamoli a Lui, come i pastori un tempo si presentarono al bambino carichi della quotidianità della loro vita nomade e accettiamo di riceverli di ritorno questi strati del nostro Natale trasformati da Lui.
In tal modo dopo essere arrivati al cuore del Natale potremo riprendere il cammino e affrontare in maniera nuova scambi e cose, scadenze e date, affetti e incontri insieme a impegni e prove, in attesa di nuove pause e soste da vivere sempre nella presenza di questo bambino che è il nostro Salvatore e che già allarga le braccia verso di noi, anticipando in quel gesto la volontà e offerta e perdono che in seguito ci avrebbero ottenuto per sempre grazia e pace.

09:45 Scritto da: danimura65 in Omelie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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